Da Bergkamp a Coutinho Da Pirlo a Roberto Carlos Inter: l'undici "incompreso"

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COUTINHO INTER 08012018
Il passaggio al Barcellona, per 120 milioni più 40 di bonus, riapre una vecchia ferita. Il terzo uomo più caro della storia del calcio (dopo Neymar e Mbappé), il nuovo compagno "di merende" di Messi e Suarez, lo scudiero di O Ney nel Brasile del prossimo Mondiale, è lo stesso ragazzo gracilino che Benitez schierò 18enne per assenza di various e che San Siro fischiò senza remore. Il passaggio interista di Philippe Coutinho è stato ampiamente raccontato, comprese le condizioni che portarono alla cessione per 13 milioni di euro al Liverpool, nel gennaio del 2013. Oggi la nuova "rivalutazione" del 25enne, ormai ufficialmente un crack, lo inserisce di diritto nella top5 degli incompresi nerazzurri. E così anche all'estero si parla degli "errori di valutazione" del membership milanese: in passato lo avevano fatto i giornali inglesi, ora tocca agli spagnoli (il quotidiano As è l'ultimo della serie).
Dennis Bergkamp. GettyDennis Bergkamp. Getty

Dennis Bergkamp. Getty

Dennis Bergkamp. Getty

le celebrity — E quando si mettono in fila i nomi di Roberto Carlos, Dennis Bergkamp e Andrea Pirlo, solo per citare i casi più clamorosi, è difficile dar loro torto. Coutinho è ormai in quel gruppo lì, quello delle celebrity. In principio fu Bergkamp, arrivato per essere la risposta nerazzurra a Van Basten (advert anni di distanza), spedito all'Arsenal dopo due stagioni, una coppa Uefa ed accuse assortite di non avere carattere, di non fare gruppo, di essere lento e fondamentalmente inutile. Period il 1995, advert Highbury sarebbe diventato leggenda negli anni migliori dell'Arsenal di Wenger. Un anno dopo toccò a Roberto Carlos, che pure in una stagione travagliata segnò eight gol: Hodgson lo faceva giocare all'ala e non si fidava di lui come difensore, al Actual Madrid diventò uno dei migliori terzini della storia del gioco. Con Pirlo l'Inter aveva avuto un'intuizione, prelevandolo dal Brescia a 19 anni: non trova spazio, se non da subentrante, viene mandato in prestito a Reggio Calabria e Brescia, prima della sciagurata cessione al Milan. Farà le fortune die rossoneri e poi della Juve.

seedorf e le punte — Fin qui siamo ai "monumenti all'errore", ma ci sono altri casi, appena meno clamorosi di incompresi nerazzurri: sempre sull'asse coi cugini si celebra un'altra cessione "drammatica", con l'aggravante dello scambio con Coco. Seedorf all'Inter gioca due stagioni e mezza, impiegato da Lippi, Tardelli e Cuper come esterno (dove fatica un po'): in rossonero vincerà due scudetti e 2 Champions, più altre cosucce. Poi ci sono gli attaccanti: Robbie Keane arriva nel 2000 per 31 miliardi di lire, è rispedito in Inghilterra dopo 6 mesi e three gol, chiuderà in Premier come 14esimo marcatore della storia (126 reti), solo per andare a farne un altro centinaio abbondante nella Mls.Del Kanu milanese si ricordano soprattutto i problemi di cuore, all'Arsenal invece realizza 35 reti, vince 2 Premier, è riserva di lusso di Henry e Anelka. Nel 2008 con un gol in finale regala al Portsmouth la FA Cup.

Mattias SammerMattias Sammer

Mattias Sammer

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difesa d'oro — Abbiamo così l'attacco, avevamo un centrocampo e un terzino "da paura", ci mancano tre difensori. Ci sono anche quelli: due Palloni d'Oro, per la precisione. Mattias Sammer e Fabio Cannavaro: il primo non si ambientò e restò una stagione, salvo diventare campione d'Europa poi col Dortmund, il secondo spinse l'Inter alla cessione dopo un anno di "malattia", per poi diventare grande con la Juve e soprattutto al Nazionale. A destra, come terzino, piazziamo l'eclettico Mikael Silvestre, che a Milano divenne subito bersaglio dei tifosi, consolandosi presto a Manchester con 5 Premier con Ferguson. Chiudiamo con il portiere: anche in un ruolo in cui la tradizione interista è più che buona troviamo un altro francese, Sebastien Frey. È lui a raccogliere i 6 palloni in rete del derby del 2001 e a effective stagione fa le valigie. Almeno lui non vincerà a raffica, costruendosi però una buona carriera fra Fiorentina, Genoa e Bursaspor. Ecco, c'è una squadra completa, forse un po' sbilanciata, ma potenzialmente devastante: una marea di gol, centinaia di milioni, decine di titoli, una carrettata di rimpianti nerazzurri.

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